Regione Emilia-Romagna 2020: cose da fare per la sanità modenese.

La nostra sanità regionale non è solo una eccellenza.

La nostra sanità regionale è miglioramento.

Perché ci sono cose che possono andare meglio, problemi da risolvere, ma anche nuovi bisogni e sfide a cui rispondere. Non siamo fermi: votare Stefano Bonaccini e Partito Democratico significa non solo difendere quello che c’è, ma continuare a guardare al futuro con persone competenti e con visioni chiare.

Se volessimo fare una lista delle cose che funzionano, staremmo qua un mese: reparti eccezionali, personale capace e dotato di straordinaria umanità, che lavora spesso in condizioni non ottimali ma fornisce alle persone ottimi servizi. Non è scontato, ma facciamo come se lo fosse: mettiamo tutto questo al nostro attivo come Regione.

Concentriamoci su quello che possiamo ancora fare di meglio: perché è così che si guarda avanti.

Potremmo fare una lista anche delle cose da migliorare

  • le liste di attesa (specie per alcuni interventi chirurgici), 
  • i tempi di risposta dei Pronto Soccorsi (però anche noi utenti li dobbiamo usare meglio, quando serve davvero…), 
  • i percorsi di dimissione (specie per i pazienti più fragili che necessitano di percorsi lunghi e bene assistiti fuori dall’ospedale) 
  • l’integrazione tra attività pubblica e privata (non va bene che la stessa prestazione, se pago, ci sia domani mattina…), 
  • la necessità di trovare nuovo personale, di assumere e valorizzare giovani professionisti, di sostituire al meglio chi va in pensione,
  • la conferma chiara che sulla sanità territoriale non si disinveste (anzi!).

Però fare politica non è solo “chiudere le buche”, guardare a problemi singoli, per quanto importanti.

E’ avere una idea di sistema. Un sistema sanitario pubblico che resti universale (cioè, per tutti), che dia cure sostenibili economicamente (per l’utente e per l’ente pubblico), che risponda ai nuovi problemi che avanzano: nuove sfide di salute, cure e tecnologie d’avanguardia, farmaci innovativi costosi, risorse economiche che non aumentano (se non calano…), popolazione che invecchia, zone “periferiche” o meno popolate da mantenere servite nel modo migliore… 

Sono sfide che non è facile tenere insieme. La nostra sfida non è guardare solo al “particolare”, ma tenere efficiente e forte l’intero sistema, restando però vicini ai territori, vicini alle persone con le risposte.

Quindi concentrare le risposte nei poli di eccellenza o in città, come sembrava di dover fare in decenni passati, non è la strada giusta, o l’unica strada.

C’è tutta una serie di risposte che -ora che c’è qualche risorsa in più, anche grazie ad un bilancio regionale gestito correttamente- possiamo e dobbiamo dare rafforzando la sanità territoriale, la prevenzione e la medicina d’iniziativa.

Certo, i poli di eccellenza: abbiamo straordinarie eccellenze e grandi specialisti in questa provincia e nei nostri ospedali. Dobbiamo difenderli. La “fusione” tra Policlinico e Baggiovara, l’integrazione con l’Università, sono scelte straordinarie per l’eccellenza dei nostri futuri servizi.

Ma dobbiamo anche difendere e migliorare gli ospedali di Mirandola, Carpi, Sassuolo, Vignola e Pavullo.
A Pavullo la chiusura del punto nascita non è stata gestita in modo adeguato, lo dico senza remore: mentre ci confrontiamo su questo, chiariamo una volta per tutte che quell’ospedale non chiude e che anzi fa un passo avanti col nuovo Pronto Soccorso (che è già in costruzione e sarà bellissimo) e con le nuove sale operatorie appena inaugurate. Così come non è vero che si disinveste nell’Area Nord e a Mirandola è in arrivo una serie di misure per rafforzare, ampliare, specializzare l’ospedale di Mirandola, mantenendolo integrato e di pari rango con quello di Carpi.

Dobbiamo continuare a incrementare le Case della Salute (sono già 12, e altre in arrivo!) e gli OsCo (Ospedali di Comunità, dedicati ai pazienti che necessitano di dimissioni assistite anche lunghe).

Dobbiamo sostenere i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta (soprattutto nei paesi più piccoli e in montagna!) e assicurare l’ingresso di nuove giovani professionalità, la qualità dei servizi, dove è possibile la medicina di gruppo e gli studi associati per un miglior servizio al paziente.

Dobbiamo continuare a migliorare il 118 e la risposta della nostra emergenza-urgenza (che ora con gli elicotteri di volo notturno è davvero tra le più avanzate e complete). 

Dobbiamo però investire sempre più nella SALUTE e non solo nella SANITA’: dobbiamo imparare tutti che i primi protagonisti della nostra salute non sono i medici, ma siamo noi, con le nostre scelte, i nostri stili di vita, il movimento, l’alimentazione, il no al fumo e a tante altre cose che ci fanno male e ci impediscono non solo di vivere più a lungo, ma più a lungo in salute. Anche in questo -anche se pochi lo sanno- la nostra Regione è all’avanguardia, l’unica ad avere una Legge Regionale per la Prevenzione (di cui sono stato promotore e relatore) che permetterà da oggi di finanziare e sostenere gruppi di cammino per gli anziani, attività di informazione nelle scuole, educazione alimentare, educazione motoria, prevenzione cardiocircolatoria, e mille altri progetti nel nostro Piano Regionale della Prevenzione.

Sulle liste d’attesa, sui pronto soccorsi, Stefano Bonaccini si è impegnato espressamente nel suo nuovo programma di mandato (https://stefanobonaccini.it/un-passo-avanti/) a fare “un passo avanti” sia nei tempi d’accesso agli interventi programmati, sia ai pronto soccorso, sia su altri aspetti da migliorare.

Ci sarebbe tanto da dire, ma credo sia già chiaro il progetto: quello di un SISTEMA SANITARIO REGIONALE che non solo mantiene ospedali di eccellenza, ma evolve nel senso più moderno con i nuovi strumenti della SANITA’ TERRITORIALE (Case della Salute, Osco, sanità vicina alle persone) e con la grande sfida della PREVENZIONE, per vivere tutti di più, ma anche per vivere più a lungo in salute.

E siccome le parole sono belle, diamo corpo ai fatti. In questa tabella trovate alcuni investimenti in arrivo per la sanità modenese, sono tutti INTERVENTI GIA’ FINANZIATI O IN REALIZZAZIONE, non solo promesse (e ne dimentico sicuramente parecchi):

DoveCosaServizi
Modena (Policlinico)Nuovo Materno-InfantileUnirà Ostetricia, Ginecologia, Neonatologia, Chirurgia Pediatrica.
Modena (Policlinico)Rifacimento facciate e statica edificiVari reparti
Carpi Costruzione del nuovo ospedaleTutti i reparti e il PS
San Possidonio – Area NordHospice Area NordCa. 15 posti per cure palliative
Mirandola – Area NordEspansione e miglioramento ospedale di MirandolaNuovo blocco operatorio Corpo 2 e Area diurna
Mirandola – Area NordRafforzamento vari reparti e indizione di 2 primariati; nuove tecnologie.Rafforzamento Pronto Soccorso, Chirurgia, Riabilitazione, Pneumologia, Ostetricia; istituzione dell’OBI pediatrico. Nuova TAC per radiologia.
Finale Emilia – Area NordRiqualificazione Casa della Salute e nuovo OsCoCompletamento Casa della Salute e Ospedale di Comunità in corso
VignolaNuova TACEntro metà 2020
VignolaNuova casa della Salute e OSCOCasa della Salute e Ospedale di Comunità integrate nella attuale Residenza Anziani APS (che sarà rinnovata)
PavulloNuovo Pronto Soccorso
PavulloNuove sale operatorieDue nuove sale operatorie avanzate
Spezzano – Distretto ceramicoRealizzazione Hospice sudCa. 15 posti per cure palliative
Castelnuovo, Montese, Zocca, Modena Nord, Modena Sud, Modena Estense, Carpi, Cavezzo, San Felice, Formigine-CasinalboCostruzione o completamento delle Case della SaluteMedici di medicina generale (medicina di gruppo), pediatri, esami di base, servizi di prevenzione, etc.