Superticket addio in Emilia-Romagna per le famiglie con 2 o più figli e per chi ha reddito familiare inferiore ai 100mila euro

Cos’è il “superticket”, a cui finalmente diciamo addio?

E’ la parte di ticket sanitario che può essere “dosato” dalle Regioni, e che si aggiunge al ticket nazionale, fissato per legge (e che non è modificabile se non dal Governo).

Avete presente i 2-6 euro che pagate in farmacia per ogni ricetta? (se non avete già l’esenzione, si capisce).

Avete presente i 23 euro in più che vi costa una visita specialistica?

Avete presente i 10 euro in più che pagate per ogni esame di laboratorio?

Ecco, stiamo parlando di queste cose.

La Regione Emilia-Romagna le toglie. Senza fare tagli alla sanità o senza ridurre prestazioni.

Ricordiamo tutti, credo, come e quando fu introdotto.

Era il 2011, Monti affrontava una finanziaria difficilissima con lo spread a quota 500… Tra sacrifici straordinari che furono allora imposti agli italiani, c’era anche questo, per sostenere la spesa sanitaria.

Ecco perché era ora di toglierlo. Almeno in Emilia-Romagna dove, per fortuna, una certa ripresa l’abbiamo ottenuta.

Quasi tutti le regioni ce l’hanno, il superticket (con poche eccezioni): e quasi tutte lo applicano al massimo e a tutti i cittadini, in modo indiscriminato, per pagarsi un pezzo di sanità.

La Regione Emilia-Romagna è tra le regioni che l’hanno sempre applicato con un criterio di equità: cioè con importo variabile in base al reddito (come noi, solo Toscana, Veneto e Umbria).

L’abbiamo appena tagliato, predisponendo le cifre necessarie a farlo (minori entrate per …euro) nel Bilancio 2019, in fase di approvazione in Assemblea Regionale.

Anche la Ministra della Sanità Giulia Grillo (Cinquestelle) l’aveva promesso. Senonché, proprio lo scorso 12 dicembre, arriva la notizia: Salta l'abolizione dei superticket sanitari nella manovra economica 2019. Il motivo? “Mancano i fondi”, la semplice spiegazione della Ministra. Già i soldi ci sono per fare la Flat Tax ai professionisti, ma non per togliere il ticket sanitario.

“Era mia intenzione arrivarci con questa legge di Bilancio ma non ce la farò", ha detto la Grillo a margine della celebrazione per i 40 anni del Sistema Sanitario Nazionale. “Forse con la manovra dell’anno prossimo”. La ministra ha poi definito "interessante che l'Emilia-Romagna abbia già abolito il superticket: sarebbe bello - aggiunge - se le altre Regioni emulassero".

Bene, allora, per la ministra grillina (di nome e di fatto) in Emilia-Romagna siamo stati “interessanti”.

Spero proprio la notizia lo sia anche per voi.

Vediamo meglio come funziona, e per chi.

La Giunta regionale guidata dal presidente Stefano Bonaccini ha deciso 2 azioni sul superticket regionale:

  1. di abolire la “tassa” aggiuntiva sui farmaci (fino a 2-4-6 euro a confezione, a seconda della vostra fascia di reddito; la prima fascia è già esente) e sulle prestazioni specialistiche e gli esami di laboratorio e radiologici (fino a 10 euro ognuna). Verrà cancellata per le due fasce comprese tra i 36mila e i 100mila euro (non si paga già al di sotto dei 36mila); chi ha un reddito familiare superiore ai 100mila euro continuerà invece a pagare come oggi, per equità (proprio da questi proventi viene buona parte della copertura della manovra). Questa prima misura interessa 900 mila cittadini emiliano-romagnoli. E farà risparmiare loro circa 23 milioni di euro l’anno.
  2. In secondo luogo, la Giunta ha deciso una misura per aiutare le famiglie numerose, ovvero le coppie con due o più figli, per le quali verrà abolito il pagamento del ticket base da 23 euro sulle prime visite specialistiche. In pratica, quando iniziate un percorso sanitario (ad esempio con una visita specialistica) né genitori né figli pagheranno il ticket per quella visita (poi naturalmente a seguire dipenderà dal tipo di percorso sanitario che verrà prescritto). Un beneficio per circa 330 mila famiglie emiliano-romagnole, pari a 1,5 milioni di residenti, perché se ne avvarranno sia i genitori sia i figli. E’ un primo esempio di supporto alle spese delle famiglie più numerose, che in Italia sono molto penalizzate, ed era francamente ora di farlo. Questo farà risparmiare alle famiglie con due o più figli circa 11 milioni l’anno.

Ovviamente nulla cambierà per chi è già esente per reddito o per patologia, e continuerà a non pagare la tassa aggiuntiva e neppure il ticket base per le specifiche esenzioni.

Queste due misure entreranno in vigore dal 1 gennaio 2019.

E’ uno sforzo economico importante, che abbiamo fatto col Bilancio 2019 della Regione: un provvedimento per tutelare le fasce meno abbienti della popolazione, per evitare che qualcuno rinunci alle cure a causa del costo, soprattutto per dare una mano concreta a chi ha una famiglia con figli e a quella grandissima parte di cittadini che si colloca negli scaglioni di reddito intermedi.

E’ l’idea di sanità universale e davvero per tutti che da sempre ispira le scelte della nostra Regione.

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