Nasce “Giovani più” il Patto per il Lavoro dedicato ai giovani in Emilia-Romagna.

Formazione, orientamento, servizi (e in arrivo anche la revisione della legge sui tirocini)

Siamo tutti d’accordo che il lavoro dei giovani è la priorità delle priorità?

Siamo tutti d’accordo che se i giovani non hanno in Italia un lavoro adeguato (per stabilità e retribuzione) la nostra società salta: perché non possono metter su casa, fare figli, pensare di avere domani una pensione?

Siamo tutti d’accordo quindi che il rialzo della disoccupazione giovanile (che col nuovo governo è tornata al 32,5% in ottobre) è un enorme problema: nessuno l’ha mai sconfitta, ma che torni a salire è un fatto molto serio. Ma non la sconfiggeremo mai finché troppi giovani hanno bassa qualificazione (nella nostra Regione l’abbandono scolastico-formativo è in calo e ai minimi nazionali, ma è pur sempre al 9%!) e finché l’Italia offre modelli contrattuali e salariali talmente precari da far fuggire i nostri migliori giovani all’estero.

Per questo è essenziale rimettere a punto le nostre strategie per il lavoro dei giovani. Anche in Regione.

Il lavoro per i giovani va creato (investimenti), va reso di qualità (incentivi, norme, lotta al precariato), va incontrato (formazione, tirocini, alternanza). Non c’è una sola soluzione, ma serve una strategia complessiva che passa da impresa, scuola, cultura, sindacato, pubblica amministrazione.

Per questo, lo scorso novembre, la Regione Emilia-Romagna ha dato vita a “Giovani Più”, un Patto dedicato ai giovani per rendere comune una strategia che abbia come obiettivo quello di garantire più opportunità e creare buona occupazione per ragazze e ragazzi, sottoscritto dalla Regione e dai firmatari del Patto per il Lavoro regionale: Province, Comuni capoluogo, sindacati, associazioni di imprese e di professionisti, terzo settore, atenei, Ufficio scolastico regionale, ABI, Unioncamere.

Una intesa che ha anche uno spazio web dedicato dove sono disponibili tutte le informazioni e le possibilità messe in campo: http://www.regione.emilia-romagna.it/giovanipiu.

Cosa si mette in campo?

Una rete di opportunità alcune delle quali già presenti in Regione, altre nuove, altre riorganizzate.

Più orientamento per aiutare i ragazzi nel momento delle scelte importanti per il futuro. Questa è una cosa importantissima, perché l’orientamento è essenziale per combattere la dispersione scolastica e per sceglere percorsi che portino più facilmente al lavoro. Con un nuovo investimento regionale di 15 milioni di euro, dal 2019 viene attivata una rete regionale di orientamento, attraverso la creazione di sportelli giovani nei Comuni per le attività di orientamento, che diventano anche punto d’ascolto per i genitori, con l’obiettivo di ridurre la dispersione scolastica tra medie e superiori. Lanciati per questo anche nuovi sportelli di ascolto per i giovani nelle scuole.

Più spazi a disposizione dei giovani - coworking, fablab, sale prove, Informagiovani, spazi di aggregazione – in grado di facilitare la creazione di progetti fondati su esperienze e relazioni.

Più formazione, in particolare quella tecnica per garantire le competenze richieste oggi nei diversi settori dell’economia regionale. E proprio in questi giorni abbiamo riprogrammato e rifinanziato per altri 3 anni la formazione professionale regionale (IEFP), fondamentale soprattutto per dare una qualificazione professionale ai giovani che abbandonano i percorsi scolastici. Ma la Regione investe anche nell’Alta formazione la laurea, con borse di studio, di ricerca e dottorati in settori innovativi e ad alto valore aggiunto (ad esempio, i Big data) e il rafforzamento della rete dei ricercatori dell’Emilia-Romagna all’estero, per permettere ai ‘cervelli’ emiliano-romagnoli di connettersi con le opportunità della nostra regione.  E per rispondere alla forte richiesta di tecnici specializzati vengono finanziati 6 nuovi percorsi biennali post diploma ITS per Industria 4.0, in partenza a dicembre.

E poi un impegno ancora maggiore sugli investimenti sul diritto allo studio universitario, in alta formazione e in ricerca. Ancora, più servizi per accompagnare i giovani nel mercato del lavoro, per trattenere, attrarre competenze e promuovere attrazione per i giovani emiliano-romagnoli oggi all’estero, per creare nuove imprese e dare nuove opportunità ai professionisti del futuro.

Più accesso al credito e supporto personalizzato per avviare nuove imprese o per rafforzare la propria start up, anche in agricoltura e nell’industria culturale e creativa.

Più tutele e autonomia. C’è l’impegno di tutti i firmatari a riconoscere il valore delle competenze dei giovani per lo sviluppo economico e sociale del territorio, traducendo questo principio in opportunità di lavoro di qualità e, in termini di retribuzione, competitivi con i sistemi economici-produttivi delle regioni e dei paesi più avanzati d’Europa.

Per la ricerca del lavoro, lanciamo – presso tutti i Centri per l’impiego regionali – lo Sportello giovani, gestito in rete con 25 soggetti privati accreditati.  I giovani possono recarsi in un Centro per l’impiego per   sostenere un colloquio e scegliere una delle agenzie accreditate che si attiveranno per cercare occasioni e opportunità.

Stiamo reimpostando anche la legge regionale sui Tirocini (di cui sarò relatore), legge molto delicata perché deve assicurare che un importante strumento di conoscenza delle imprese e di transizione tra studio e lavoro non diventi una occasione di sfruttamento o una condizione permanente di precarietà che ingabbia i giovani.

Verrà ripensato anche il programma Garanzia Giovani, che con 26 milioni di euro a disposizione nella sua seconda fase, in avvio a breve, intende aiutare i giovani, e in particolare i più fragili, a intraprendere un percorso di crescita verso il lavoro.

Tutte le opportunità in un solo portale: https://www.regione.emilia-romagna.it/giovanipiu

“Patto del lavoro per i giovani”: davvero deve essere la nostra nuova priorità.