IMMIGRAZIONE: COMINCIARE A FARE SUL SERIO

Stamattina, mentre faccio colazione, assisto al solito dibattito televisivo all'arma bianca sui migranti. Da un lato un povero Pd "assediato" e dall'altra una eurodeputata di destra che spara ricette miracolose, assolutamente inesistenti e impraticabili, per chi conosce un po' il tema.

Onestamente, mi sto stancando di sentire in TV tanti discorsi improvvisati. Episodici. Emotivi. 
Da destra e da manca.

Un paese serio studia le opzioni e imposta un modello di azione.

Io penso sia possibile una gestione ordinata del fenomeno migratorio (contrariamente anche a miei colleghi di partito che sono tra il pessimista e il rassegnato).
Minniti ci sta provando e merita tutto il nostro sostegno (Europa o non Europa, ci dobbiamo mettere la testa noi), perché sta facendo mosse importanti.

Magari non faremo subito tutto giusto, il tema è difficilissimo, ma tra l'altro non partiamo da zero, come qualcuno vorrebbe farci credere. Si tratta di riorganizzare meglio una serie di funzioni già presenti, di abbreviare i tempi per il riconoscimento dell'asilo per i richiedenti, in modo da poter distinguere chi ha diritto di restare e chi no, senza tenere gente in "parcheggio" per 24 mesi.

E intanto, ridurre i flussi con alcune misure concrete, ad esempio riprendendo la pratica delle programmazioni di migranti economici che entrano per canali legali: come ci ha detto l'INPS di migranti che lavorano e pagano contributi abbiamo ancora bisogno.

Sono certo che se uno può venire in Italia in aereo per lavorare, si riduce chi rischia la vita sul barcone (tra l'altro un volo dall'Africa costa molto meno di un "passaggio" da uno scafista...).

Il modello canadese (vedi sotto) può essere molto interessante, ed ecco che bisognerebbe studiare di più cosa funziona in giro per il mondo, e parlare meno a vanvera (specie a destra, dove si parla da anni di respingimenti e quando governavano loro han fatto sanatorie da 800.000 migranti al colpo).

L'accordo di un diverso protocollo di intervento con le ONG mi pare anch'esso un percorso possibile e urgente.

Insomma: un po' più fosforo e meno pancia, da parte di tutti.

Se no, non ne veniamo fuori.
E avremo il peggiore dei risultati: popolazione spaventata, sindaci disperati, e gente che muore in mezzo al mare.

Possiamo farcela a fare meglio. Al lavoro.

http://www.cic.gc.ca/english/immigrate/skilled/index.asp