LEGGE SULLO SPORT

Una sola legge dall’impianto semplice e immediatamente comprensibile, diciotto articoli per delineare e definire nuove opportunità e nuovi livelli di eccellenza per lo sport dell’Emilia Romagna. Un unico obiettivo: diffondere il benessere e il movimento. Portare sempre più persone – soprattutto i giovani –  a cimentarsi e crescere, divertendosi, in spazi adeguati e impianti sportivi d’avanguardia. Altri elementi contenuti in questa Legge sono poi la valorizzazione del turismo sportivo, anche legato ai grandi eventi, e la volontà di ribadire una volta di più un imperativo: fuori chi bara, per cui le associazioni e i soggetti che hanno ricevuto contributi regionali e che hanno indotto o consentito l’assunzione di prodotti dopanti nelle loro strutture si vedranno revocare i fondi e non potranno averne per almeno 5 anni.

Questo in grande sintesi il progetto di legge “per la promozione e lo sviluppo delle attività motorie e sportive” che ha terminato il suo iter, basato sulla partecipazione di tutti i soggetti del settore, con l’approvazione da parte dell’Assemblea legislativa nella seduta dello scorso 30 Maggio. Ma vediamo un po’ più in dettaglio i quattro capisaldi del provvedimento che abbiamo approvato pochi giorni fa:

Salute e benessere

Attraverso la collaborazione ed il coinvolgimento attivo delle scuole si vuole aumentare significativamente l’offerta di sport anche in orario extrascolastico (e in questo caso sarà dirimente la collaborazione con le associazioni sportive presenti nei nostri territori).

Programmazione e contributi

La legge contiene un piano triennale comprendente progetti e azioni di promozione dell’attività sportiva, contrasto all’abbandono e integrazione delle persone con disabilità, miglioramento dell’impiantistica e sinergie di sviluppo legate al contesto territoriale e ambientale, con appunto il sostegno al turismo sportivo. Il tutto in un rapporto di maggiore fiducia (e minore burocrazia) che dovrebbe tradursi in un allargamento dei soggetti che riceveranno fondi regionali: oltre a quelle presenti nel registro regionale, saranno infatti ammesse ai bandi anche le associazioni dilettantistiche iscritte nei registri di Coni, Cip (Comitato italiano paralimpico) e delle Federazioni sportive nazionali.

Sicurezza

La legge prescrive l’istituzione di presidi di primo soccorso negli impianti sportivi insieme ad un’adeguata preparazione (che deve essere attestata da adeguati certificati di professionalità) per chi terrà materialmente i corsi o sovrintenderà alla pratica sportiva organizzata. La preparazione ed il costante aggiornamento si traducono in due specifiche figure: istruttore qualificato e istruttore di disciplina specifica, e tale qualifica determinerà il possesso di specifici requisiti di studio e abilitazione.

Legalità e trasparenza

Un apparato di misure per contrastare ogni forma di violenza e discriminazione, anche attraverso il varo di una specifica Carta etica. L’applicazione del Piano triennale dello Sport sarà poi oggetto di monitoraggio e valutazione: dovrà produrre una relazione sui progetti realizzati, i contributi erogati e i destinatari dei fondi regionali.

Una legge d’avanguardia, quindi, che mira a potenziare il ruolo della pratica sportiva non solo quale portatrice di importanti valori di coesione e civiltà, ma anche quale mattone fondamentale di quel diritto alla salute e al benessere psico-fisico di tutti noi. Ciò è testimoniato fin dal primo articolo del provvedimento, che individua la salute, il benessere, la formazione dei giovani, la promozione delle pari opportunità, il rispetto dell’ambiente, uniti alla valorizzazione sociale ed economica, come elementi cardine della promozione sportiva. Una testimonianza che si esplica non solo in belle parole, ma anche nei 20 milioni stanziati che potranno essere utilizzati tra l’altro per la costituzione di fondi di garanzia o consorzi fidi a sostegno degli investimenti in ambito sportivo.

Ulteriore importante caratteristica di questa “Legge sullo sport” è il percorso che ha determinato il suo contenuto, frutto di un progetto condiviso con associazioni, autorità sportive, a partire dal Coni, ed enti di promozione sportiva. Si è cercato di dare voce (e risposte concrete) agli 800 mila iscritti ad enti di promozione sportiva, ai quasi 370 mila atleti aderenti alle federazioni e ai circa 3 milioni di praticanti le attività motorie in Emilia-Romagna.

Perché lo sport è salute e crescita: per ogni singola persona e per ogni aggregazione sociale.