PILLOLA INFORMATIVA #20: IL PROCEDIMENTO LEGISLATIVO MONOCAMERALE (o “Partecipato”)

Abbiamo visto nella scorsa “pillola” i casi (ben definiti) in cui le leggi continuano ad essere fatte da Camera e Senato insieme, come oggi. Ma nella maggior parte dei casi, per le leggi “ordinarie”, non sarà così. Le leggi saranno approvate solo dalla Camera. Al massimo con una “partecipazione” del Senato (per questo più che Monocamerali, è corretto definirle a “Monocamerali partecipate” dal Senato). Sono tutte quelle leggi che non richiedono la particolare “garanzia” offerta dalla doppia lettura in due Camere, che non hanno cioè un valore costituzionale o ordinamentale. Come funzionerà la loro approvazione? E’ molto semplice (checché ne dicano, terroristicamente, i fautori del NO): – Il percorso inizia sempre alla Camera (anche se le leggi fossero proposte dai Senatori, o dal popolo). – La Camera fa, come ora, la prima lettura, e l’approvazione, secondo i suoi regolamenti. – Una volta approvato dalla Camera, il disegno di legge è immediatamente trasmesso al Senato. – Il Senato, se lo richiede almeno 1/3 dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo (ha 10 giorni per prendere questa decisione). – Se non decide di esaminarlo, la legge è definitiva e viene promulgata (va in Gazzetta Ufficiale). – Se decide di esaminarlo, ha altri 30 giorni per “deliberare proposte di modificazione del testo”. – Nel caso in cui il Senato non arrivi a deliberare nel termine di trenta giorni, il procedimento di approvazione della legge si intende concluso e il testo approvato dalla Camera viene promulgato. – Se invece il Senato delibera le proposte di modificazione entro 30 giorni, il testo è nuovamente trasmesso alla Camera, che si pronuncia in via definitiva sulle proposte medesime. – La seconda lettura della Camera è dunque necessariamente l’ultima lettura. – Con due passaggi alla Camera e uno al Senato, quindi, qualsiasi testo di legge “ordinaria” viene promulgato, emendato o respinto. E’ difficile? E’ confuso? Genera conflitti di attribuzione tra le due Camere? (come sostengono quelli del NO) A me non pare. A me pare che se non si fa del terrorismo psicologico, se non la si mette sul “Renzi sì- Renzi no”, se si spiega la riforma, la si può capire benissimo, ed è anche piuttosto logica e razionale. Per provare a sbloccare una delle tante “pastoie” di questo paese.