PILLOLA INFORMATIVA #18: COME CAMBIA IL PROCEDIMENTO DI APPROVAZIONE DI UNA LEGGE

(Riprendo, dopo la “pausa estiva”, la pubblicazione quotidiana di qualche “pillola” -pillolone, il più delle volte- con l’obiettivo di spiegare, senza polemiche interne alla politica, il contenuto della Riforma Costituzionale, che saremo chiamati a votare tra non molte settimane).
Ho sentito spesso nei dibattiti estivi i fautori del NO asserire che –se passa la Riforma- il procedimento legislativo diventerà confuso, complicato, complesso (non che ora sia semplice, in verità).
A prova di questo, dicono: l’attuale articolo 70 della Costituzione –che spiega come si fanno le leggi- oggi è di due righe. Se passa la Riforma, verrà sostituito con un articolo di 870 parole. “Altro che semplificazione!”, concludono i fautori del NO.
Beh, certo, oggi l’articolo 70 è semplicissimo:
La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere”.
9 parole e fine. Come dire: Camera e Senato, fate le leggi insieme, e finché non trovate l’accordo sullo stesso testo, state lì. Il testo attuale è semplice, non c’è che dire, ma tutta la complessità resta a valle, nel piatto del Parlamento…
Il nuovo articolo 70 sarà pure di 870 parole (non le ho contate, sinceramente) ma spiega PER FILO E PER SEGNO come si faranno le leggi, quali vanno solo alla Camera, quali anche al Senato, e quanti giorni ci vogliono al massimo per ogni tipo di legge.
Dice il fronte del NO: “ma il nuovo testo è complicato, è pieno di rimandi, non ha la semplicità che dovrebbe avere una Costituzione leggibile da tutti”.
Certo i rimandi sono tanti, ma ci sono disponibili ottimi commenti che li spiegano. Oppure ci si arma di un filo di pazienza e, come in tante leggi, si verifica il rimando. Premesso che se un abile costituzionalista o un parlamentare si fa spaventare da 870 parole e dai rimandi, c’è qualcosa che non va, a me la cosa non sembra troppo complicata.
Infatti riesco a spiegarla in 7 punti (io che costituzionalista non sono).
Esisteranno due tipi di leggi:
1. Quelle BICAMERALI (dove tutto rimane come ora, doppia approvazione di Camera e Senato, ma sono solo pochi tipi di legge, le più importanti).
2. Quelle MONOCAMERALI (che sono approvate solo dalla Camera, ma su cui il Senato può proporre emendamenti, quindi tornano alla Camera per un voto definitivo, e bouna lè –per dirla tecnicamente).
A loro volta le leggi MONOCAMERALI si dividono in 5 tipi, diversi per oggetto e per il tempo che viene lasciato per la loro approvazione:
1. Leggi “ordinarie”: il Senato le esamina solo su sua richiesta, e entro 40 giorni totali le rimanda alla Camera.
2. Leggi “di bilancio”: il Senato le esamina obbligatoriamente, e entro 15 giorni le rimanda alla Camera.
3. Leggi di “conversione di Decreti Legge”: il Senato le esamina entro 10 giorni da quando la Camera gliele trasmette.
4. Leggi “essenziali per il programma di governo”: il Senato le esamina solo su sua richiesta, e entro 20 giorni totali le rimanda alla Camera.
5. Leggi “clausola di supremazia” (quelle dove una Regione non applica la legge e lo Stato interviene in sua supplenza): il Senato le esamina obbligatoriamente, e entro 10 giorni le rimanda alla Camera (presuppongono un vuoto legislativo, sono urgenti…).
A me sembra si capisca. Non dico sia semplice, ma almeno così tutti i casi sono ben definiti e si capisce chi deve fare cosa, e in che tempi.
Voi l’avete capito?
Allora siete più bravi di quello che pensano tanti costituzionalisti del NO (è un battuta, eh!).
PS Le costituzioni delle grandi democrazie hanno tutte articoli complessi per descrivere e regolare il procedimento legislativo bicamerale. La Costituzione spagnola (artt. 74, 89, 90), 342 parole; quella francese (artt. da 42 a 47) 793 parole; quella tedesca (artt. 76 e 77), 655 parole; quella americana (Sezione VII) 310 parole. Insomma tutte le grandi costituzioni bicamerali ci mettono molto, molto più delle nostre attuali 9 parole per descrivere come funziona il processo legislativo tra le loro due Camere. Toccherà concludere che i cittadini di questi paesi sono più intelligenti e preparati dei nostri? No, in questo caso dico no…
Il processo legislativo italiano oggi…
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