SERVIZIO CIVILE

Il Servizio Civile, per chi ha la mia età, potrebbe portare alla memoria storie di “naja” e di leva obbligatoria… Senza dimenticare che per conquistare il diritto a servire la propria patria senza l’uso delle armi, molte persone hanno sofferto; e tanti hanno trovato in questa esperienza una strada produttiva per se stessi e per la società, da cui sono nate mille storie di solidarietà, volontariato e di promozione umana e civile.

civile 3Oggi, che non esiste più la leva obbligatoria, il Servizio Civile è molto cambiato nelle modalità organizzative. Ma non nello spirito.

Oggi come allora il servizio civile è un modo di difendere la Patria. Una difesa non violenta che non è riferita ai confini o al territorio dello Stato, bensì sulla condivisione di valori comuni, fondanti l’ordinamento democratico. Il nostro vivere insieme. Il nostro aiutarci reciprocamente.

Dopo l’abolizione dell’obbligatorietà del servizio militare o civile avvenuta nel 2005, le cronache dei media sembravano aver dimenticato questa importantissima pratica. E questo nonostante nel 2001 una legge dello Stato avesse istituito il Servizio Civile Nazionale, ponendo le basi per l’attuazione di progetti di servizio, che danno la possibilità ai giovani dai 18 ai 28 anni di dedicare un anno della propria vita alla comunità, sviluppando contemporaneamente le più alte qualità di cittadinanza attiva e aiutando le fasce più deboli della società.

servizio-civile-535x300Ma come si svolge oggi il Servizio Civile? Attraverso gli enti accreditati i quali, presentando progetti specifici alle Regioni nelle aree dell’assistenza, protezione civile, ambiente, patrimonio artistico e culturale, educazione e promozione, possono avvalersi di personale giovane e motivato nel garantire servizi continuativi ed efficaci là dove c’è maggiormente bisogno. È chiaro come alla base di tutto vi sia la spinta ad aiutare, a dare agli altri, ma, a differenza del volontariato, in questo caso i ragazzi che decidono di svolgere un anno di Servizio Civile, non solo sono formati a dovere, ma possono contare anche su un minimo riconoscimento economico per la loro opera.

I territori emiliano-romagnoli sono, per cultura e tradizione, tra quelli che da sempre rispondono in maniera più massiccia e corale alle tematiche della cittadinanza attiva e della solidarietà, ed è consequenziale come la Regione Emilia-Romagna abbia una sensibilità tutta particolare al tema del Servizio Civile. Tra Febbraio e Aprile, infatti, non solo abbiamo approvato il documento di programmazione triennale 2016-2018 del Servizio Civile, ma abbiamo anche varato il bando regionale per selezionare e sostenere i progetti con il più alto valore aggiunto per le nostre comunità. Con una particolare soddisfazione constato il grande impegno profuso che nel 2015 ha coinvolto 358 enti e quasi tremila operatori (oltre duemila gli operatori del servizio civile nazionale nei nostri territori ai quali si affiancano 583 “colleghi” del servizio civile regionale). Con l’aumento del 20% sul monte degli stanziamenti (che ora hanno toccato quota 600.000 €) sia per il 2015 che per quest’anno, garantiremo il sostegno a tutti i progetti attualmente vigenti e potremo implementare l’organico di questi “attori della solidarietà” di altre trenta unità.

civile 5Nel bando regionale che abbiamo licenziato in IV Commissione nelle scorse settimane, infine, trovano piena applicazione altri due principi che avevamo affermato in sede di approvazione del documento di programmazione: maggiore coinvolgimento dei territori e progettazione in forma associata per incentivare il cofinanziamento degli interventi da parte dei privati.