PILLOLA INFORMATIVA #17: BASTA FIDUCIE, DECRETI LEGGE E FORZATURE DEI GOVERNI. COL SI’ IL PARLAMENTO E’ PIU’ TUTELATO.

Nel post precedente ho spiegato in dettaglio che se in Italia le leggi si fanno in fretta (a volte) è sempre per “merito” del voto di fiducia o di altre “forzature” cui i Governi (tutti i Governi, da Berlusconi, a Prodi, a Monti, a Letta, a Renzi) finiscono per ricorrere.
Uno dei temi centrali della riforma, allora, è come ridurre il ricorso ai voti di fiducia (153 su 565 leggi dal 2008 ad oggi) e ai decreti legge governativi d’urgenza (189 dal 2008 ad oggi, il 26,5% delle leggi approvate).
Perché sono pratiche che riducono la democrazia, avviliscono il Parlamento, e sono state più volte criticate da Corte Costituzionale e Presidenti della Repubblica.
Se vincono i Sì, il governo avrà strumenti diversi a cui ricorrere per velocizzare gli atti –molto più trasparenti- e più limiti nel ricorso ai Decreti Legge.
Infatti, grazie alla Riforma, se vincono i Sì:
1. I Decreti Legge di urgenza fatti dal Governo saranno limitati per Costituzione. (Ricordiamo che i DL sono leggi pienamente vigenti, ma non approvati dal Parlamento per 60 giorni, una forzatura della sovranità popolare ammissibile solo in casi straordinari, e che invece oggi capita 1 volta su 4). Oggi sono delimitati in base a una legge ordinaria (art.15 della L.400 del 1988), il cui testo viene oggi “costituzionalizzato”, in modo che i limiti all’uso del DL saranno molto più forti e la Corte Costituzionale potrà “punire” gli eccessi più facilmente.
2. Il Governo avrà un nuovo strumento, chiaro, per chiedere al Parlamento di non tardare a calendarizzare le leggi importanti, su cui si è impegnato coi cittadini: è il “disegno di legge essenziale per l’attuazione del programma di governo” che viene iscritto con priorità all’ordine del giorno e sottoposto alla pronuncia in via definitiva della Camera dei deputati, entro 70 giorni.
Insomma: il Governo si impegna coi cittadini presentando un programma. Se una legge fa parte di quel programma, ha diritto di “passare davanti” nella coda delle leggi ferme in Parlamento. Che nel merito può emendarla, votarla e approvarla normalmente: non con la pistola alla tempia della fiducia, che tronca ogni discussione, e non con la “forzatura democratica” del Decreto Legge, ma solo con una riduzione dei tempi parlamentari.
Nessun Governo potrà più nascondersi dietro un dito e dire: non ho fatto il programma promesso perché il Parlamento ha tardato. Se non lo realizzerà, è perché non ha saputo trovare il consenso in Parlamento.
Anche il ricorso al voto di fiducia, a mio avviso, si ridurrà moltissimo: alla Camera (il Senato, ricordiamo, non darà più la fiducia) le maggioranze saranno più chiare, e se il Governo ricorre alla fiducia sarà perché ha un grande problema in casa sua. Il voto di fiducia non potrà più essere una pratica quasi quotidiana…
La riforma quindi non solo riordina il Bicameralismo perfetto: ma rende molto più democratica e trasparente la procedura di approvazione delle leggi, limitando fiducie e decreti legge.
Altro che strapotere del Governo: finiscono le forzature del Governo, il Parlamento è molto più al centro.