PILLOLA INFORMATIVA #16: MA E’ VERO O NO CHE IL BICAMERALISMO PERFETTO E’ UN PROBLEMA? (871 giorni per fare una legge)

Ho sentito dire in questi giorni, da parte di sostenitori del NO, che in Italia non c’è bisogno di intervenire sul Bicameralismo perfetto: perché in Italia le leggi si fanno eccome, e anche in fretta. O al massimo, se non si fanno, è “colpa della politica”.
Perciò il Bicameralismo perfetto, secondo il NO, non sarebbe un problema (e ce lo teniamo).
Questo argomento del NO si basa su meri numeri: in Italia ad esempio si farebbe una legge mediamente in 116 giorni (per la verità il dato è molto ballerino, anche sui siti istituzionali, e dipende dai tipi di leggi, ma diamolo per buono) e se ne farebbero più che in altri paesi, ad esempio più che in Spagna e in Gran Bretagna (ma allora se è per questo il Parlamento tedesco e francese producono più leggi del nostro).
Sinceramente, questi argomenti, oltre ad essere spesso contraddittori, sono risibili.
Non si misura la democrazia in quantità di leggi approvate: in Italia forse se ne fanno persino troppe.
Il nostro problema è di qualità delle leggi, e del processo democratico di approvazione della legge.
Qualità e non quantità.
Cominciamo allora col dire che su 565 leggi approvate dal 2008 al 2015, ci sono stati 153 voti di fiducia. Quindi in Italia, se il processo legislativo è “breve” (ma non lo è) è soprattutto per un frequente intervento “forzoso” del Governo, che tronca la discussione. Cosa più volte condannata dai diversi Presidenti della Repubblica e dai richiami della Corte Costituzionale.
Aggiungiamo che il 26,5% delle Leggi approvate (!!!) sono di conversione di Decreti Legge (che per costituzione si devono fare entro 60 giorni). Pratica anche questa abusata dai Governi (tutti) per scavalcare “imbottigliamenti” nell’agenda parlamentare, e che è stata più volte condannata da Presidenti e Corte Costituzionale.
Insomma, se l’Italia fa una legge in tempi mediamente “umani” (100/150 giorni) è solo perché molto spesso viene messa la fiducia, o perché la maggior parte di queste sono “Leggine” di conversione di decreti o di trattati internazionali: oltre il 62% del totale.
E sono queste le leggi coi percorsi più brevi: 13 giorni per il Trattato sul fondo di risoluzione unica, è il rekord; ma le leggi di conversione decreti –come quelli sul Terremoto Emilia, il Decreto Lavoro, lo svuota-Carceri, il Decreto Fallimenti, etc- viaggiano tutti sui 40 giorni.
Sono queste “Leggine” che abbassano la media della durata del percorso legislativo tra le due camere. Spesso reiterate, frammentate, arruffate: per l’ILVA –ad esempio- siamo al quarto, quinto, sesto decreto consecutivo, ho perso il conto.
Dunque, che senso ha dire che siamo “abbastanza veloci” a fare le leggi da non aver bisogno di riformare il bicameralismo, se poi la qualità è questa: sono quasi tutti voti di fiducia o conversioni di decreti “forzati” e reiterati dai vari governi, o leggi finanziarie con maxi-emendamenti di un articolo solo e 800 commi?
Insomma, è questo il punto, su cui voglio attirare la vostra attenzione: il costo sociale del nostro modo bicamerale di fare le leggi. Ogni volta che esce un decreto legge e questo decade, milioni di italiani, funzionari pubblici, avvocati, tecnici, impiegati dei patronati, se lo sono letto invano… Una legislazione meno frammentata, meno farraginosa, meno decreti e decretini, meno maxi-emendamenti…. questi sì che sarebbero risparmi, e più trasparenza e democrazia!
E infatti, se guardiamo alle leggi “vere”, quelle su cui si discute davvero in Parlamento, dove si cercano le maggioranze, il “bubbone” del bicameralismo perfetto si manifesta in pieno. I dati sono ben diversi e ben più “drammatici”: – legge sull’agricoltura sociale 871 giorni per arrivare ad approvarla – Assistenza e cura persone con autismo 858 giorni – Anti-Corruzione 796 giorni – Ecoreati 790 giorni – Divorzio breve 733 giorni – Affido familiare 664 giorni…
Devo continuare? Sono leggi importanti o no? E hanno richiesto tutte DUE ANNI o PIU’ DI DUE ANNI!!!!
Cosicché questo è il dato vero per le due ultime legislature: se l’iniziativa è governativa, la legge impiega in media 151 giorni (che sono comunque 5 mesi, se vi sembran pochi…); ma se è parlamentare, la media sale a 375 giorni, più di un anno. Altro che i 116 della propaganda del NO, che fa la media del pollo di Trilussa, e omette di dire che per tenere bassa la media, la qualità del percorso legislativo è sacrificata…
Aggiungiamo infine che, dal 2008 ad oggi, su 13.725 proposte di legge dei parlamentari, solo 120 sono diventate legge.
Come dire che i Parlamentari hanno lo 0,87% di probabilità di vedere le loro proposte diventare legge: ormai le presentano per far vedere che qualcosa fanno e fare un po’ di numeri da spendere con gli elettori…
Dei circa 183 disegni di legge che si presentano ogni mese, solo 6 diverranno legge.
Ma che spreco è?
Questo sì che è un costo…
Mettiamo la ciliegina sulla torta dicendo che l’Italia è L’UNICO PAESE AL MONDO ad avere questo BICAMERALISMO PARITARIO e questo modo di fare le leggi.
Ribadisco, e volentieri accetto smentite: L’UNICO PAESE AL MONDO, compresi tutti tutti tutti i paesi, dall’A di Afghanistan alla Z di Zimbabwe.
E i risultati sono pessimi. Ma vi sembra normale?
Se va bene così, cari signori del NO, cosa vi devo dire: votate NO, perché dovete mandare a casa Renzi, e tenetevi questa situazione legislativa e questo parlamento bicamerale.
Ma, cavolo, che responsabilità terribile che vi assumete per la qualità della nostra democrazia!!!