PILLOLA INFORMATIVA #14: COME (NON) CAMBIA LA CAMERA.

La Camera, in sostanza, con la Riforma, non cambia.
Resta composta da 630 membri, tutti eletti a suffragio universale.
Cosa cambia, allora?
Che da qui in avanti la Camera dei deputati è la sola titolare del rapporto di fiducia con il Governo. Solo la Camera quindi eserciterà la funzione di indirizzo politico e di controllo dell’operato del Governo.
Sul piano legislativo, nella scrittura e approvazione delle leggi, avrà invece un ruolo preminente rispetto al Senato, ma non esclusivo. Farà le leggi in collaborazione col Senato. Ma tranne che in alcuni casi (le leggi più importanti) non ci sarà più la “navetta” potenzialmente infinita tra Camera e Senato, finché non esce un testo di legge perfettamente identico dalle due aule.
Nelle leggi ordinarie, il Senato avrà tempi definiti per riconsegnare il proprio lavoro alla Camera, che poi avrà l’ultima parola.
Quindi una Camera uguale per composizione, ma più centrale nel fare le leggi, nel controllare il Governo, e che –in modo molto più snello- ha la responsabilità di dire l’ultima parola sulle leggi.
Si risolve il “bicameralismo paritario” -una anomalia mondiale solo italiana- per un procedimento legislativo più rapido, qualitativo ed efficace.