PILLOLA INFORMATIVA #9: UNO SGUARDO DI INSIEME SULLA RIFORMA. VERSO I PRIMI ISTITUTI COSTITUZIONALI DI PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA NAZIONALE

Democrazia è eleggere i propri rappresentanti. Ma –almeno in alcuni casi- è anche partecipare direttamente alle scelte e alle decisioni.

Nei comuni o nei quartieri ci siamo già un po’ abituati: capita che su progetti decisivi o importanti per la vita quotidiana vengano indetti processi partecipativi, o consultazioni popolari, insomma forme che consentono la partecipazione diretta dei cittadini. In molti statuti comunali è previsto anche il referendum propositivo, che permette di lanciare “proposte” di iniziativa popolare alle amministrazioni locali.

Da qui in avanti qualcosa di simile sarà possibile anche a livello nazionale.
La Riforma infatti prevede che con apposita legge dovrà essere introdotto l’istituto dei REFERENDUM PROPOSITIVI E DI INDIRIZZO.

Oggi i Referendum sulle leggi ordinarie, come sappiamo, sono solo di tipo abrogativo (salvo appunto quelli sulle leggi costituzionali, come quello di ottobre). Possiamo togliere, ma non proporre.
Se a ottobre vinceranno i SI’, in futuro potremo essere chiamati a votare (o a promuovere) referendum di proposta oppure di indirizzo, che consentono quindi la partecipazione dei cittadini alla determinazione delle politiche pubbliche.

Una apposita legge ne fisserà le modalità, se la Riforma viene approvata. Questa stessa legge dovrà prevedere e fissare il funzionamento di altre forme di consultazione, anche delle formazioni sociali (art. 71, quarto comma).
Insomma, sappiamo che –anche grazie agli strumenti di democrazia elettronica- le democrazie moderne evolvono in parte nella direzione di una maggiore partecipazione diretta dei cittadini, anche come “bilanciamento” rispetto alla forza di una maggioranza nata dalla delega rappresentativa (anche questo a mio parere è uno dei “bilanciamenti” all’Italicum).

Regolare queste forme, valorizzarle e non lasciarle degenerare, in futuro sarà sempre più importante.

La Riforma introduce quindi un concetto importante come quello della partecipazione democratica diretta, che –se vincono i Sì- entrerà per la prima volta in Costituzione, in modo regolato, affiancando lo storico istituto del referendum abrogativo, e ampliando gli spazi di cittadinanza attiva per tutti.