PILLOLA INFORMATIVA #7: UNO SGUARDO DI INSIEME SULLA RIFORMA. LA RIDUZIONE DEI COSTI.

Ridurre i costi non è certo lo scopo primario della Riforma.

Le riforme si fanno per far funzionare meglio le istituzioni e la democrazia, non per risparmiare.

post 7Tuttavia, se mentre si lavora sui meccanismi istituzionali, si realizza anche qualche risparmio nei costi della democrazia, e si eliminano privilegi o eventuali storture, non credo sia un male.

E’ quello che avviene con la Riforma proposta, che agisce sui costi sostanzialmente a 4 livelli:

1. Eliminazione dello stipendio (odierno, ma anche futuro: i vitalizi!) di 315 senatori, per ogni futura legislatura. I 100 senatori non avranno altra indennità che quella che già ricevono come Sindaci o come Consiglieri Regionali.
2. Ma non è vero che risparmieremo solo qualche stipendio e non si ridurranno anche i costi di funzionamento del Senato: infatti la riforma prevede, alle disposizioni finali, che la riforma del Senato rechi con sé anche un’integrazione funzionale delle Amministrazioni delle due Camere, secondo criteri di efficienza e razionalizzazione, attraverso servizi comuni; impiego coordinato di risorse umane e strumentali; ogni altra forma di collaborazione tra le amministrazioni delle due Camere. Insomma, non solo 315 stipendi in meno, ma anche strutture burocratiche delle due camere ridisegnate.
3. Riduzione degli emolumenti ai Consiglieri Regionali al livello di quelli del Sindaco del capoluogo di Regione, con risparmi di almeno il 50% in quasi tutte le regioni a statuto ordinario (tranne che in Regione Emilia-Romagna, semplicemente perché l’abbiamo già fatto da soli l’anno scorso).
4. Eliminazione dei fondi per i gruppi regionali (quelli con cui qualcuno si comprava i SUV, i sex-toys o le mutande verdi, per capirci): la riforma infatti fa divieto di corrispondere ai suddetti gruppi consiliari “rimborsi o analoghi trasferimenti monetari” con oneri a carico della finanza pubblica.

Insomma, una serie di risparmi su stipendi e fondi per l’attività politica che, messi insieme, varranno sicuramente diverse decine di milioni di euro l’anno.

A questo si aggiungono i risparmi per la chiusura del CNEL, il superamento delle Province, l’introduzione dei costi standard in Costituzione….

Ma il risparmio più grande, sono convinto, sarà avere istituzioni e procedimenti legislativi più snelli: pensate quanto costa ogni giorno ad avvocati, cittadini, patronati, tecnici, amministratori, studiare e applicare DL che poi decadono, leggine, maxiemendamenti, leggi di 1000 commi….
La semplificazione legislativa e amministrativa rimane la grande sfida del paese, e il suo più grande fronte di risparmio, cui la Riforma inizia a lavorare concretamente.