PILLOLA INFORMATIVA #6: UNO SGUARDO DI INSIEME SULLA RIFORMA. E’ VERO CHE IL GOVERNO IN FUTURO LA FARA’ DA PADRONE?.

I favorevoli al NO sostengono che il “combinato disposto” della Riforma Costituzionale e della futura legge elettorale della Camera (“Italicum”) darà un enorme potere al Governo. E’ questo uno dei tempi che portano varie persone a propendere per il NO.

Premettiamo, per correttezza, che la Riforma costituzionale non contiene in alcun modo l’Italicum, cioè la futura legge elettorale della Camera: COL REFERENDUM, NON SI VOTA L’ITALICUM.

E la Riforma Costituzionale non tocca in alcun modo la Forma di Governo fissata nel 1947: la Repubblica Italiana è e resta una Repubblica a governo parlamentare, dove cioè il Presidente del Consiglio è scelto dal Parlamento, non dai cittadini, e il Presidente della Repubblica può incaricare diversi Presidenti nell’ambito di una stessa legislatura, ove vi siano le maggioranze e le condizioni politiche parlamentari.

In coerenza col permanere di questa impostazione costituzionale parlamentarista, la legge elettorale non ci farà eleggere il “Presidente del Consiglio”, che resta scelto dal Presidente della Repubblica, in base alle maggioranze presenti in parlamento. Certo, una maggioranza alla Camera è garantita: e questo ci libera dalla possibilità di finire in situazioni di stallo, come capitò nel 2013, o di recente è capitato in Spagna (che torna a votare domenica prossima ed è senza governo da 6 mesi).

NON C’E’ nessun passo nella riforma verso il semipresidenzialismo o il cancellierato: infatti nella riforma non c’è traccia di strumenti di rafforzamento “cancellierale” del Governo, che pure in passato avevano proposto e approvato varie Bicamerali, come la “sfiducia costruttiva” al Governo o l’elezione diretta del capo del Governo, su cui trovò negli anni ’90 l’accordo D’Alema con Berlusconi (il famoso “Patto della Crostata”).

“Ma con la maggioranza garantita alla Camera, il Governo potrà spadroneggiare”, dice qualcuno.

Certo, l’Italicum rafforza la maggioranza alla Camera, ma per consentire una più chiara governabilità, per sapere chi ha la responsabilità di governare, e quindi poterlo giudicare elettoralmente su quello che fa o no fa. E non essere più costretti in futuro a governare con forze che hanno poco a che spartire con noi, a fare trasformismi o “inciuci”.
Se non volete più “governare con Verdini”, la strada è per forza il premio di maggioranza.

post 6Ma la Riforma costituzionale non dà nessun potere in più al Governo.

Anzi. Introduce una serie di importanti “bilanciamenti” al potere di una maggioranza e di un Governo che abbia, finalmente, una chiara base parlamentare. E quindi bilancia e limita l’Italicum.
Così:
1. COL SENATO IN SÉ. Infatti, il Senato avrà sempre una maggioranza diversa dalla Camera. Potrà di fatto discutere e votare qualsiasi legge, e soprattutto quelle di bilancio. Potrà quindi dare grande “fastidio” alla maggioranza della Camera e al Governo (pensate .
2. Con L’AUMENTO DEL QUORUM PER L’ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. Il Presidente non potrà più essere eletto a maggioranza assoluta, dal 4° scrutinio: servirà sempre almeno il 60% dei votanti, un quorum che l’Italicum non assicura nemmeno lontanamente. Quindi nessuna maggioranza potrà votarsi il Presidente della Repubblica da sola, come invece può avvenire oggi. La minoranza avrà molto più potere.
3. COL QUORUM PER RIFORMARE LA COSTITUZIONE (maggioranza assoluta, quasi impossibile da avere al Senato senza accordi bipartisan con la minoranza).
4. Idem, COL QUORUM PER L’ELEZIONE GIUDICI COSTITUZIONALI, che richiede i 3/5 dei componenti di ciascuna camera (non più della seduta congiunta), condizione che di certo non c’è alla Camera con l’Italicum, e men che meno ci sarà al Senato, rendendo necessario un accordo ampio con le minoranze.
5. CON L’INTRODUZIONE DELLA TUTELA PER MINORANZE (“statuto della minoranza”) nei regolamenti parlamentari, una delle novità assolute della Riforma.
6. CON L’INTRODUZIONE IN COSTITUZIONE DEI VINCOLI ALL’UTILIZZO DEI DECRETI LEGGE (decretazione d’urgenza) da parte del Governo, che oggi sono solo in legge ordinaria. Aumento delle materie escluse dai DL.
7. CON LA FACILITAZIONE DEL REFERENDUM ABROGATIVO, grazie alla possibilità di abbassare il quorum, e quindi maggiore facilità di abrogare norme promosse dalla maggioranza e dare un “colpo” al Governo se si votasse leggi impopolari, usando la sua maggioranza “garantita” dall’Italicum.
8. Infine, CON L’INTRODUZIONE DEL GIUDIZIO PREVENTIVO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE SULLE LEGGI ELETTORALI DI CAMERA E SENATO (che sono comunque leggi bicamerali, cioè da approvare nei due rami), che rende più difficile che una maggioranza “maneggi” la legge elettorale come vuole o a proprio favore.

Per tutti questi motivi, di merito, il “combinato disposto” di Riforma Costituzionale e Italicum (che sono comunque due cose diverse) non crea nessun “regime”: unirà invece governabilità e certezza di maggioranze, con maggiori strumenti e garanzie costituzionali per le opposizioni.

Insomma, la Riforma Costituzionale “bilancia” e limita gli effetti dell’Italicum, non li esalta.