PILLOLA INFORMATIVA #2: UNO SGUARDO DI INSIEME SULLA RIFORMA. MIGLIORIAMO IL TITOLO V.

Il “Titolo V” della Parte II della Costituzione è quello che riguarda, oggi, “LE REGIONI, LE PROVINCE, I COMUNI”. Cioè il rapporto tra Stato centrale e Enti territoriali.

Fu fortemente riformato nel 2001, su impulso del Governo D’Alema, e portato a termine dal governo di Giuliano Amato. Allora si introdusse un ruolo più forte delle Regioni, adeguando il sistema dei nostri enti territoriali al dibattito in corso nel paese negli anni ’90, a favore del “federalismo” e per le riforme nel sistema della Pubblica Amministrazione (che aveva prodotto l’elezione diretta dei Sindaci, le leggi Bassanini, etc.).

Sicuramente quella riforma del Titolo V ha generato diversi problemi, specie frequenti conflitti tra Stato e Regioni (anche se spesso se ne tacciono i meriti, che pure sono rilevanti. Ne cito uno a caso: la qualità della sanità emiliano-romagnola).

Così oggi si interviene non per stravolgere, ma per “riordinare” il Titolo V, innanzitutto eliminando dalla Costituzione un livello amministrativo, quello delle Province (il nuovo Titolo V si intitolerà quindi “LE REGIONI, LE CITTÀ METROPOLITANE, E I COMUNI”).

post 2Vengono eliminate le materie di “Legislazione concorrente” tra Stato e Regioni, cioè le materie in cui la responsabilità di fare leggi era condivisa “a 4 mani”. Esse vengono quindi riassegnate o allo Stato, o alla Regione in via esclusiva, per ridurre i rischi di conflitto e confusione.

Infine, entrano in campo molte altre modifiche, da vedere in dettaglio, tra cui ricordo il limite alle indennità dei Consiglieri Regionali, che –se vince il Sì- dovranno ridursi di molto, per allinearsi allo stipendio dei sindaci dei capoluogo (tranne che in Emilia-Romagna, perché l’abbiamo già fatto lo scorso anno con la Legge Regionale 1, di cui sono stato Relatore).

I fautori del NO sostengono che la nuova formulazione del Titolo V accentra di nuovo i poteri e non ridurrà per niente i conflitti. A me sembra invece che definisca molto meglio e più in dettaglio i confini di competenza, e chiami le Regioni a maggiore responsabilità sui risultati che producono.
Proveremo ad analizzare questo tema in dettaglio in future “pillole”.

In ogni caso il riordino del “Titolo V” è l’altro punto essenziale della Riforma, il secondo dei suoi due “motori” principali.