FOCUS: TAGLIO DELLE INDENNITA’ PER I CONSIGLIERI REGIONALI. POPULISMO O BUONA POLITICA?

Tagli per sette milioni e mezzo di Euro che non sono forse decisivi per il Bilancio regionale o la ripresa economica, ma al tempo stesso rappresentano un gesto concreto che non può essere sottovalutato in alcun modo. Un’iniziativa legislativa per affermare il principio che la politica non può continuare a crescere mentre il paese è in gravi difficoltà. Una politica che può e deve essere più semplice e controllabile nei suoi costi e, di conseguenza, maggiormente trasparente e credibile.

Una Legge, la numero 1 della X Legislatura, che deve assolvere due compiti in contemporanea. Innanzitutto deve dare un segnale concreto a chi, da un lato, diceva e dirà sempre che quello che si è fatto non è sufficiente. Dall’altro, però, c’è anche l’evidenza che nessuna Regione o istituzione italiana si è spinta avanti quanto noi nella riduzione dei costi della politica. Fermo restando che non può essere sacrificata e distrutta l’esigenza di avere istituzioni decorose, con quel minimo di dotazioni necessarie al loro buon funzionamento e una retribuzione che consenta anche a chi non è ricco di fare politica. Oltre questo confine, per me, c’è solo il populismo.

Senza entrare in sterili polemiche, preferisco parlare di numeri per provare ad essere oggettivo (anche perché ho avuto occasione di verificare che tanti nostri concittadini non conoscono questa riforma, e spesso ce la sollecitano senza sapere che l’abbiamo già realizzata):

7,5 milioni risparmiati per la sola Assemblea (a questi andranno aggiunti quelli della Giunta, superando i 10 milioni);

riduzione del 25% dell’indennità dei Consiglieri regionali (che era già una delle più basse in Italia e che ora sarà la più bassa in assoluto) pari ad una decurtazione di 1.600 euro mensili per ogni Consigliere (che possono arrivare ad oltre 2.500 Euro per il Presidente dell’Assemblea);

eliminazione del TFR, oltre alla conferma definitiva dell’eliminazione del vitalizio a partire da questa legislatura: i consiglieri regionali avranno da qui in avanti soltanto la normale pensione che guadagneranno col proprio lavoro e coi relativi contributi (con qualche problema, in verità, per i liberi professionisti che rischiano una notevole penalizzazione contributiva da questa esperienza politica);

eliminazione dei fondi di funzionamento dei gruppi: indennità e rimborso saranno le uniche fonti con le quali i Consiglieri dovranno pagare le spese di telefonia, i viaggi non per missione, le iniziative e l’attività politica sui territori e ogni altra necessità.

Il ruolo di relatore per un provvedimento così importante è stata una esperienza nuova, un grande onore (per il quale ringrazio tutto il mio gruppo), faticoso ma molto avvincente.

Ho provato sulla mia pelle cosa concretamente significhi “fare il legislatore”. Quante volte ho sentito oppure ho usato l’espressione “il legislatore”: termine che per me contiene tutta la forza e la dignità della “volontà popolare” espressa dalla democrazia rappresentativa.

E’ davvero una sensazione incredibile quella di fare leggi, e -vi assicuro- si avverte una responsabilità enorme. “Sto davvero espletando il mandato che la gente votandomi mi ha dato? Sto davvero scrivendo quello che si aspetta? Sostengo o no questa modifica, questo emendamento: cosa si aspetterebbero da me gli elettori? E questa cosa, oggettivamente, è giusta o sbagliata, aiuta o no, serve o non serve?”.
Le cose che scrivi obbligheranno altri, anche in tempi futuri. Ci saranno decine di funzionari che dovranno impegnare tempo per mettere in pratica quello che hai scritto.

Mi sono reso conto, in particolare, che per scrivere buone leggi serve tempo. E questo ti pone al centro di una contraddizione: da un lato società ci chiede di fare in fretta, di dare subito risultati, e noi abbiamo fatto una cosa oggettivamente importante in pochissime settimane. Dall’altro, quante cose avrei voluto raccontare agli amici che mi hanno sostenuto, per raccogliere la loro opinione, la loro visione alternativa; quanti problemi tecnico-legislativi mi sarebbe piaciuto approfondire maggiormente coi tecnici; quanto sarebbe stato utile confrontarsi più a lungo con le opposizioni per un risultato ancora più condiviso… Ma raramente la politica consente l’ottimo, e spesso si deve centrare il meglio possibile.

Mestiere avvincente, quello del “legislatore”, ma da non montarsi la testa, ve lo assicuro. Da sentirsi schiacciare, piuttosto.

Taglio delle indennità. Il primo atto approvato dalla nuova Assemblea legislativa