UN ANNO DI LAVORO IN REGIONE: GLI ATTI

Cinquantasei Risoluzioni, diciassette Ordini del Giorno, cinque Interrogazioni a risposta scritta, due Interrogazioni di attualità a risposta immediata, Relatore in un Progetto di Legge d’iniziativa dei Consiglieri, relatore in un Progetto di Legge d’iniziativa della Giunta e relatore in una Proposta d’iniziativa della Giunta.

Sono comprensibili questi dati? Attraverso di essi possiamo dare o togliere la patente di bravo consigliere al servizio delle comunità e dei territori? Ma soprattutto, questi dati cosa dicono di chi è stato eletto per rappresentarci? Poco, molto poco in verità. Cosa significa quindi essere Consigliere regionale del Partito Democratico nell’odierna Regione Emilia Romagna?

Innanzitutto significa ricostruire. La nostra gente, il nostro popolo, ha disertato le urne lo scorso Novembre perché non credeva più in un’istituzione al centro di mille polemiche e di numerose inchieste giudiziarie. Troppo spesso ho sentito dire che non si dovevano chiudere le Province, bensì le Regioni. Dipinte come luoghi del malaffare assolutamente inutili, il primo livello di governo territoriale sembrava l’ultima frontiera di quella casta alla quale tutti si riferiscono quando qualcosa non funziona.

La realtà dopo un anno di lavoro racconta di un gruppo di eletti, la stragrande parte di essi alla prima esperienza presso l’Assemblea legislativa, dove tutti, ma proprio tutti, hanno sentito il peso delle responsabilità ed hanno lavorato pancia a terra. Per ricostruire in toto il rapporto fiduciario che si era interrotto. Per un lavoro di supporto ad una Giunta che ha dovuto optare in via preferenziale per procedimenti legislativi “in prima persona” per recuperare tempo e credibilità perdute. Volendo comunque scorporare da un’azione politica complessiva i singoli atti più significativi che possano rappresentare la cifra del lavoro svolto, possiamo sintetizzare l’impegno nei seguenti passaggi:

  • Relatore per quella che è stata la prima legge approvata da questa legislatura e cioè il taglio dei costi dell’Assemblea legislativa. Un risparmio di quasi otto Milioni di Euro ottenuto tramite una riduzione del 25% delle indennità per i singoli Consiglieri regionali. Prima di questo provvedimento le indennità emiliano-romagnole erano già tra le più basse d’Italia, dal 10 Marzo in poi sono in assoluto le più basse. Questo provvedimento, poi, anticipa di svariati mesi il progetto di riforma del Titolo V della Costituzione (che dovrebbe essere definitivamente approvato dal Parlamento il prossimo 11 Gennaio 2016) che stabilisce come, in futuro, gli stipendi dei Consiglieri regionali debbano essere equiparati a quello dei Sindaci dei capoluoghi di Regione. Oltre alla decurtazione delle indennità, va ricordata l’abolizione del TFR e del vitalizio a partire proprio da questa legislatura e parimenti dei famosi fondi di funzionamento per i gruppi. D’ora in poi indennità e rimborso devono bastare al consigliere per pagarsi le bollette del proprio cellulare, le iniziative politiche, l’attività svolta sui territori ed anche la strada che percorre per andare e venire dalla Regione.

 

Intervista sul tema dei tagli all’emittente Telecentro…

Intervista Telecentro

Parte finale del mio intervento sulla Legge n.1 in Assemblea…

Intervento Assemblea legislativa

 

  • Sempre in tema di Leggi regionali che contribuiranno a determinare il profilo di questa legislatura, vorrei ricordare quella inerente le “Norme per l’inclusione sociale di Rom e Sinti”. Anche in questo caso ho avuto l’onore di essere relatore di tale provvedimento. Una Legge estremamente importante quella approvata come Legge regionale n. 11, non solo perché con essa ci siamo adeguati ai migliori standard europei, ma soprattutto perché abbiamo affermato il principio che legalità e civiltà possono e devono andare d’accordo. Le ruspe non sono l’unica strada, anzi, non sono affatto la soluzione per la chiusura dei grandi campi nomadi. Si può ottenere un risultato analogo operando in modo più graduale e razionale, lavorando con i Comuni per farla finita tutti insieme con luoghi ormai indecorosi e insicuri per passare a normali soluzioni abitative private o a piccole aree monofamiliari dove ognuno è responsabile delle proprie bollette, della scolarità dei bambini e della legalità. Un percorso di reale inclusione sociale per farla finita con un certo assistenzialismo del tutto improduttivo che inevitabilmente finisce per alimentare le politiche dei “professionisti della xenofobia”. Perché civiltà e legalità possono convivere insieme.

 

Intervento finale in Assemblea legislativa su Legge inclusione Rom e Sinti…

Intervento Assemblea legislativa

Servizio del TGR con una breve intervista su Legge inclusione Rom e Sinti..

Servizio e intervista TGR

 

  • Sempre come relatore, ho avuto il piacere di partecipare attivamente all’approvazione della Proposta d’iniziativa della Giunta sul “Programma regionale triennale per l’impiantistica e per gli spazi sportivi, pubblici e di uso pubblico”. Un segnale concreto di come la Regione Emilia Romagna abbia rimesso al centro della propria iniziativa la pratica sportiva diffusa. Grazie a questa proposta verranno istruiti nel 2015 i bandi per gli impianti sportivi più importanti e, a seguire, interventi più limitati per la manutenzione, efficientamento e messa a norma. Il tutto in attesa della nuova Legge regionale sullo sport.

 

Tra le risoluzioni e Ordini del Giorno, gli strumenti con cui l’Assemblea dialoga formalmente con la Giunta, vorrei ricordare il documento per impegnare la Giunta ad agevolare i produttori e i soggetti controllori all’applicazione e diffusione del marchio (IFQ) “Prodotto di montagna(Link risoluzione prodotto di montagna) per tutelare territori peculiari come quelli del nostro appennino nei quali insistono produzioni di grande qualità. Altro documento che impegna la Giunta meritevole di essere particolarmente sottolineato è poi quello che richiede la promozione di un’adeguata campagna di comunicazione circa la prevenzione vaccinale e contestualmente ad allargarne l’offerta gratuita (Link risoluzione prevenzione vaccinale) , oppure quello sui “cammini sacri” nel quale si richiede il completamento della mappatura di tali percorsi su tutto il territorio regionale non solo allo scopo di preservarne la memoria, ma anche per incentivare un’ulteriore chiave di fruizione turistica del nostro territorio (Link risoluzione cammini sacri). Di grande rilievo sociale, infine, l’Ordine del Giorno nel quale si richiede uno specifico Progetto di Legge che funga da “Disciplina a sostegno dell’inserimento lavorativo e dell’inclusione sociale delle persone in condizione di fragilità e vulnerabilità, attraverso l’integrazione tra i servizi pubblici del lavoro, sociali e sanitari” (Link OdG inclusione lavorativa)

Per quanto riguarda le interrogazioni, va detto che non sono lo strumento privilegiato per i Consiglieri di maggioranza nell’interlocuzione con la Giunta, ciò nonostante ricordo i quesiti posti circa la chiusura della sede INPS a Pavullo (Link Interrogazione Pavullo) e quello sull’applicazione del nuovo codice di comportamento e di altre procedure riguardanti la trasparenza da parte della Regione Emilia-Romagna e delle Aziende sanitarie ospedaliere (Link interrogazione Aziende Sanitarie Ospedaliere)