POLO S. AGOSTINO A MODENA

Il TAR ha bocciato il progetto per la ristrutturazione dell’Ex-Ospedale S.Agostino, destinato a diventare un polo bibliotecario e culturale per la città.

Ovviamente è una delle notizie più dibattute in città in queste ore, vista la enorme rilevanza del progetto (oltre 70 milioni di Euro, prevalentemente della Fondazione Cassa di Risparmio).

Io penso che le sentenze non si commentano, si rispettano. Perciò non mi interessa adesso entrare nel merito tecnico-giuridico. Soprattutto se si imbocca la pista del ricorso al Consiglio di Stato, come leggo: di solito non si modificano regolamenti edilizi a pendenze giudiziarie in corso, giusto per non fare mosse inutili o che genererebbero quasi sicuramente altri contro-ricorsi, innescando una interminabile via crucis amministrativa all’italiana.

Piuttosto vale la pena di considerare questo passaggio critico come una occasione sul piano politico, per fermarsi un secondo a riflettere sul progetto: un progetto strategico per la città, per il suo futuro turistico e culturale.
Per decenni non avremo di nuovo tante risorse da investire e il supporto essenziale del Ministero! Perciò va ritarato al meglio, per fare gol.

E il progetto attuale, quello culturale a prescindere da quello urbanistico, può essere migliorato.

Rispetto a quando fu pensato, ormai 10 anni fa, il mondo è cambiato.
Le sinergie tra istituti culturali a vocazioni simili sono oggi più indispensabili (penso a Fondazione Fotografia, Galleria Civica, Museo Figurina, Fotomuseo Panini e spazi-mostra). Singolarmente rischiano di non sopravvivere alla crisi delle finanze pubbliche; collocate insieme e facendo sistema possono decollare, verso un polo soprattutto espositivo, piuttosto che un polo soprattutto bibliotecario, come nel progetto attuale.
Insomma, concentrare in S.Agostino tutti i principali patrimoni espositivi di Modena più lo spazio pensato per le mostre, in modo che si possa promuovere unitariamente questa offerta (oggi, singolarmente, un po’ debole), in modo che nel raggio di 100 metri un visitatore trovi Galleria Estense, Musei civici, mostre occasionali e tutto il patrimonio espositivo antico e contemporaneo: a quel punto la promozione e il biglietto unico sono molto più facili.
Anche lo spostamento della Biblioteca Estense dall’altro lato di S.Agostino (molto oneroso e difficile tecnicamente, ricordiamolo) ha senso nella misura in cui contribuisce alla nascita di questo grande progetto espositivo. Come in piazza Roma, abbiamo sempre detto che il fulcro del nostro pensiero non devono essere gli spazi fisici, ma la forza del progetto culturale che vi si realizza.

Questo –sia chiaro- non certo per fermare il progetto: il partito della “Modena immobile” non deve trionfare ancora, come tante volte in passato.
Al contrario: rinnovare il progetto, renderlo tecnicamente e culturalmente più sostenibile, perché non si impastoi in mille traversie giudiziarie, per farlo ripartire con nuovo consenso nella città e nuovo slancio, per avere presto al S.Agostino un polo davvero decisivo per il futuro di Modena.

L’ARTICOLO DELLA GAZZETTA DI MODENA