IL MESTIERE DI LEGISLATORE

1510434_360774434124969_3325458977758546571_nSono un po’ di settimane che questa cosa di fare il relatore a una legge mi tiene occupato, quasi a tempo pieno.

E’ stata una esperienza nuova, un grande onore (per il quale ringrazio tutto il mio gruppo), faticoso ma molto avvincente.

Ho provato per una volta, spero non per l’ultima, cosa vuol dire fare “il legislatore”.
Quante volte ho sentito o ho usato questa espressione, “il legislatore” che per me contiene tutta la forza e la dignità della “volontà popolare” espressa dalla democrazia rappresentativa.
E anche tutta la sua pesante responsabilità!

Ne ha parlato oggi benissimo il mio collega e capogruppo Calvano nel suo intervento in aula, ma devo dire che mi frullava nella testa da un po’ di tempo; ne avevo parlato domenica pomeriggio anche a casa con mia moglie, mentre passavo il pomeriggio a scartabellare articoli ed emendamenti…
E’ davvero una sensazione incredibile quella di fare leggi, e -vi assicuro- si avverte una responsabilità enorme.

“Sto davvero espletando il mandato che la gente votandomi mi ha dato? Sto davvero scrivendo quello che si aspetta? Sostengo o no questa modifica, questo emendamento: cosa si aspetterebbero da me gli elettori? E questa cosa, oggettivamente, è giusta o sbagliata, aiuta o no, serve o non serve…?”.
Le cose che scrivi obbligheranno altri, anche in tempi futuri, ci saranno decine di funzionari che dovranno impegnare tempo per fare quello che hai scritto…

Mestiere avvincente, quello del “legislatore”, ma non da montarsi la testa, vi assicuro.
Da sentirsi schiacciare, piuttosto.

E mi sono reso conto che per scrivere le leggi servirebbe più tempo: da un lato la politica ci richiede di fare in fretta, di dare subito risultati, e noi abbiamo fatto una cosa importante in appena 40 giorni…dall’altro quante cose avrei voluto raccontare agli amici che mi hanno sostenuto, per raccogliere la loro opinione, la loro visione alternativa…quanti problemi tecnico-legislativi mi sarebbe piaciuto confrontare con persone esperte, e parlarci meglio con le opposizioni per un risultato ancora più condiviso…
Alla fine ci si sente anche un po’ soli (come forse trasmette questa bella foto che mi ha fatto un amico in aula oggi, a fine lavori, attardato a tirar su fogli sparsi per il banco e a sistemare comunicati…grazie del pensiero!)

Spero per il futuro di poter ripetere questa esperienza, di poterla rifare con la maggiore competenza e conoscenza che questo primo “tentativo” mi ha dato, soprattutto di poterla rifare con quella ampiezza di consultazione “dal basso” che mi renderebbe un po’ più tranquillo, un po’ più facile dormire stanotte, quando so già mi troverò a chiedermi (se non crollo dalla stanchezza..):

<< Senti, ma sei proprio sicuro di non aver fatto danni, a improvvisarti “legislatore”???>>.

Buonanotte a tutti, provate a dormire anche per me