AL VIA IL TAGLIO DELLE INDENNITA’ DEI CONSIGLIERI REGIONALI

Ho avuto l’onore di presentare come relatore, in Commissione,
il progetto di Legge Regionale
per la revisione  delle indennità economiche dei Consiglieri
e di molti altri elementi relativi al funzionamento dell’Assemblea Regionale
e dei suoi Gruppi politici.

In sintesi:

1. Riduzione di 1.000 euro (pari a oltre il 16%) dell’indennità
lorda di carica dei consiglieri

(lo stipendio base, diciamo, che passa quindi da 6.100 a 5.100 euro).
2. Conseguenti riduzioni, in proporzione, dell’indennità di funzione
(quella che tocca a chi fa il Presidente di Commissione, etc…) e del rimborso spese.
3. Eliminazione TOTALE dei contributi per il funzionamento
dei gruppi
  (che sono divenuti tristemente famosi in passato…).
4. Eliminazione TOTALE dell’indennità di fine mandato
(una tredicesima tipo TFR che in precedenza era liquidata alla fine della legislatura).
Inoltre si interviene per regolare al meglio le risorse di personale
a disposizione per la funzione legislativa dei gruppi, anche con interventi
a tutela della funzionalità dei gruppi numericamente minori.
Affermiamo il principio che, tolto il VITALIZIO
(che ricordo è già TOTALMENTE abrogato da questa X legislatura)
i Consiglieri devono avere diritto ad una pensione “normale”
come quella di un normale lavoratore, né più né meno,
consentendo loro quindi di non avere privilegi,
ma nemmeno di essere penalizzati dal fare un mandato elettivo.
Tutto sempre sotto il controllo del Collegio dei revisori dei conti.

Salvo sorprese, il 10 marzo prossimo 7,5 milioni di tagli ai costi dell’Assemblea regionale e agli “stipendi” dei consiglieri saranno definitivamente approvati.

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D’accordo, dalla politica ci aspettiamo che risolva soprattutto
i problemi del lavoro, dell’economia, del territorio,
ma un pò si parte anche da gesti concreti di sobrietà
e da una sempre maggiore trasparenza dei costi delle istituzioni.

 

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