SENTENZA ETERNIT: RIMETTIAMO INSIEME LEGGI E GIUSTIZIA

Mercoledì 19 novembre la Cassazione ha prosciolto
il legale rappresentante di Eternit, per prescrizione.
Centinaia di persone morte a causa delle fibre di amianto
respirate sul lavoro, come avevano riconosciuto
i precedenti gradi di giudizio, in un colpo sono
cancellate da una sentenza.
Con loro, sono spazzati via i rimborsi alle famiglie
ma soprattutto i diritti ad avere una giustizia.
Perché non ho il minimo dubbio che quella sentenza
pronunciata “in nome del popolo italiano”
sia perfettamente legittima, sullo stretto piano giuridico.

Ma questo riconferma un pensiero che ho fatto tante volte
in questi giorni di campagna elettorale,
ascoltando dai cittadini mille storie di ordinaria burocrazia:
la legalità è un valore troppo grande per essere confusa
con la sola conformità alla norma.
La legalità deve centrare anche l’obiettivo della Giustizia,
con la “G” maiuscola.

Abbiamo bisogno di meno regole ma più chiare e applicabili,
meno interpretabili, meno affastellate per avere legalità:
penso alle norme tributarie, a quelle sul lavoro,
a quelle processuali, la cui perfetta applicazione
può dare luogo spesso a ingiustizie e iniquità terribili.

Ripensiamo al rapporto tra forma e sostanza, in questo paese.
Ripensiamo la nostra cultura amministrativa e giuridica,
per fare posto alla realtà e alla legalità, non solo alla freddezza della norma.
Ripensiamo che è dai tempi di Manzoni, di Renzo
e delle gride di Azzeccagarbugli,
che agli umili troppo spesso non riesce di avere giustizia,
non malgrado, ma spesso a causa stessa delle leggi scritte male
o per interesse di qualcuno.
Chiediamo insieme giustizia per le vittime dell’Eternit.
Cerchiamo di rimettere sui piedi questo paese ormai capovolto,
dove cose elementari vanno alla rovescia.
Partendo magari dal non beccarci tra noi mentre stiamo a testa in giù,
come i capponi che Renzo sacrificava come innocenti vittime ad Azzeccagarbugli.